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Internet ha permesso grandi rivoluzioni nel mondo della trasmissione delle informazioni, ciò ha però determinato che una informazione superficiale o falsa possa divenire attendibile quanto una vera, ma meno palese o meno percepibile.

L’interesse crescente verso il business della vendita di servizi alle agenzie e poi anche ai loro clienti (di fatto cercando di sostituirle il più possibile) ha portato alla nascita di nuove figure commerciali, nel web marketing che hanno ripreso i Leit Motiv più diffusi e ne hanno fatto una “religione” che varia a seconda delle proprie convenienze, ma che spesso, purtroppo, ha poco a che vedere con il mercato reale e come il lavoro si svolge, una sorta di esaltazione delle percezioni ai fini strumentali al proprio prodotto, ma non certo attinenti alla realtà. Ne elenchiamo alcuni.

1) I prezzi degli annunci drogano il mercato, quindi gli agenti immobiliari hanno fatto alzare i prezzi. FALSO: in america ad esempio i prezzi e l’andamento delle richieste sono da sempre trasparenti, compreso le quotazioni del venduto e la bolla è partita da la. Inoltre in passato il mercato ha avuto oscillazioni anche prima dell’avvento di portali e free-press e quanto ha permesso la diffusione di una “sotto-cultura” dei listini. Prima del 2000, le quotazioni erano totalmente prive di punti di riferimento attendibili e il mercato si è comportato sempre in maniera simile. Semmai è la leva dei mutui a aver generato l’ultima bolla, in quel periodo gli agenti valutavano male le case perché anche chi chiedeva prezzi “fuori” poi trovava l’acquirente. Se gli agenti potessero davvero influenzare il mercato sarebbero più considerati e in questo momento i prezzi sarebbero più bassi. Se poi si aggiunge che i privati possono mettere le inserzioni da soli… sempre semplificazioni poco attinenti alla realtà.

2) Le case a prezzo si vendono, le altre no. FALSO. Si vendono le case dove la domanda incontra l’offerta a seguito di una trattativa. Le case “a prezzo” hanno sicuramente più probabilità di incontrare l’interesse, ma la vendita del bene passa da altri step che sono meno banali. Quindi si ad acquisire case a prezzo, ma anche case vendibili nonostante il prezzo richiesto sia fuori linea, che poi vengono vendute, di fatto. Se bastasse metterle “a prezzo” gli agenti sarebbero inutili… poi chi lo dice cosa è a prezzo, specie in questa fase di mercato? Lo sapete vero che il valore non è il prezzo… chiaro che il lavoro di un agente serio sarà di consigliare i clienti a seconda del trend… ma le semplificazioni proposte, comode per chi vende fumo, non ci piacciono: coloro che vendono questi slogan oggi, fase buyer, sono spesso gli stessi che prima lisciavano il pelo solo ai proprietari.

3) L’incarico in esclusiva rende il mercato migliore. FALSO. L’esclusiva non salva da problemi tipici della mediazione anche di natura legale e se non è gestita da agenzie in reti di collaborazione oggi mi sentirei di sconsigliarla. Non approfondisco perché lo abbiamo già fatto nei post dove si parla dei casi in cui i clienti visitano case con più agenzie. Semmai il mandato potrebbe risolvere le questioni.

4) Gli agenti ti fanno vedere case che non ti piacciono. VERO/FALSO. Vero perchè sicuramente una casa che ti piace lo decidi tu, non l’agente, FALSO perché ti assicuro che la stragrande maggioranza di chi compra casa NON LA COMPRA COME L’HA RICHIESTA, spesso nemmeno DOVE l’HA RICHIESTA e spesso cambia, al momento dell’acquisto, completamente tipo di immobile. Quindi un bravo agente NON è quello che ti fa vedere quello che gli chiedi e basta, ma anche quello che ti propone qualcosa che sembra FUORI dalle tue richieste, cercando di capire anche quello che non dici, fermo restando che se hai bisogno di due camere grandi e di un giardino, o se ti serve al piano terra per motivi di salute queste esigenze devono rimanere soddisfatte. Vuoi uno che ti prende in giro o qualcuno che ti cerca casa?

5) L’intermediato in italia  è meno del 50%. INCOGNITO. Sfido chiunque faccia questa affermazione a fornire i dati e le metodologie dai quali ha ottenuto quella percentuale. Fatelo anche voi.