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..ma a volte fa perdere il senno! 😀

Sono a conoscenza del fatto che alcuni colleghi sono convinti che le stime le debba fare l’agente immobiliare, ma non convinti come lo posso essere anche io, riguardo ad esempio all’individuazione del prezzo più probabilmente ottenibile per un dato immobile in una data situazione del mercato l’agente immobiliare di esperienza non ha rivali, di fatto, ma sono convinti che sia di LEGGE o comunque che le stime siano di esclusiva nostra competenza.

Dico la mia, in attesa di smentita.

Le perizie e le stime sono ad oggi attività senz’altro garantite ai TECNICI, secondo la legge, i vari enti e secondo le normali procedure che richiedono una stima (dalla perizia per il mutuo alla perizia del CTU ad esempio); c’è stato un momento (quello della follia del mutuo a tutti i costi) dove le banche accettavano stime dalle agenzie immobiliari (fino al valore massimi di 200mila euro) ma penso che vi sarete accorti che è passato, oramai, no?

L’Agente Immobiliare, per avere un minimo di autorità riconosciuta nelle stime (sempre riguardo ai vari enti e procedure, non nei confronti del cliente e del mercato), deve essere iscritto nell’apposito elenco dei periti, dove allora potrà pure fare le stime autorevoli, ma fino a quel momento normalmente no.

Quindi l’agente immobiliare che fa le stime per la legge è una eccezione, visto che deve aspettare tre anni e sopra tutto iscriversi in quell’elenco su detto per avere una autorevolezza che a ogni tecnico con timbro è invece assicurata per diritto.

Assunto che quanto sopra sia corretto, farei attenzione a indicare come illecita una azione lecita come la stima o l’indicazione dei valori immobiliari da parte di un tecnico, la cosa potrà essere discussa nel merito dei dati espressi, al limite, ma non si può certo tacciarla di “usurpazione” o maltolto al punto magari di fare istanze nella CCIAA.

Sento inoltre parlare di abusivismo, di finti agenti immobiliari.

Trattengo la risata a stento, non perchè non ci siano gli abusivi, ci sono alla grande, ma se gli abusivi sono il primo problema forse dovremmo rivedere il nostro modo di lavorare e di essere utili, io credo che l’abusivismo sia un problema, spesso sopra tutto per i clienti, ma che si dovrebbe porre l’attenzione prima a migliorare l’efficienza dei servizi che si propone alla clientela e poi preoccuparsi dell’abusivismo.

Ci sono strutture totalmente abusive che da tempo lavorano sul territorio, regolarmente denunciate alle CCIAA da anni e da anni aperte.

Ci sono strutture che hanno al loro interno lavoratori che non hanno il patentino, ma che sono in regola con la legge che prevede l’assunzione di preposti a determinate funzioni, piaccia o meno è previsto anche nel CCNL di settore.

Ci sono abusivi che hanno una cultura delle compravendite e delle trattative molto superiori a molti colleghi, me compreso e molti di noi invece manco sanno cosa stanno facendo e si limitano a scimmiottare una finta preparazione copiando e scopiazzando contratti, formule e quant’altro spesso finendo per dire castronerie, con la voglia di fare i vice notai, sempre me compreso.

E sopra tutto, dulcis in fundo, ci sono colleghi, oggi patentati, che non si ricordano quando lavoravano senza il patentino, per imparare il lavoro, e oggi gridano all’appestato… “c’è grossa crisi” (cit. Quelo)

Troppo facile ergersi a moralizzatori quando c’è fame e sopra tutto quando conviene (l’ho fatto pure io a suo tempo, quindi so cosa dico e quanto adesso lo detesti e quanto detesti me stesso per esserlo stato).

Prima di indicare col dito accusatorio gli altri, sarebbe meglio farsi una visitina nelle interiori terre… ancor di più quando il dito è mal puntato, magari potrebbe servire per crescere e diventare un pochino più obiettivi, magari.

Io mi dissocio fortemente da una azione e da un pensiero del genere per più di un motivo.

Il primo, la leggerezza con la quale si intraprenderebbe una azione che di fatto contesterebbe il nulla, visto la legittimità della azione contestata;

Il secondo, mi ricordo da dove vengo, cosa ho fatto per arrivare dove sono e come ho dovuto cambiare idea e convinzioni sulle persone alle quali avevo affidato il mio destino e con le quali ho condiviso speranze e progetti, quanto ho dovuto cambiare idea, su mille cose e di quanto sia facile accusare e indicare da posizioni di comodo, specie se incoerenti, come magari chi avesse sul groppone cause per concorrenza sleale o plagiasse i contenuti non pagasse i collaboratori si permette di fare la morale agli altri (a volte succede, cosa credete?).

Credo sarebbe molto meglio cercare sinergia (vera, non con secondi fini personali) che lo scontro, ma ognuno sceglie la soluzione che più gli si confà, certo è che se uno si brucia al terra intorno, approfittandosi del prossimo, manipolando e facendo solo i propri interessi senza considerare quelli altrui, prima o poi rimane solo con la propria rabbia e fa “bischerate”.

Vi auguro a tutti, me compreso, di non rimanere mai soli: per riuscirci, penso basti semplicemente mettersi nei panni altrui un pochino più spesso, si perderà l’egoismo, almeno in parte, ma vi accorgerete che potrete farne benissimo a meno.

Buone istanze.